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"Agnelli sacrificali"? No grazie! Print E-mail
Monday, 14 March 2011
No English translation available for this topic. Sorry.

AFIC Come membro fondatore dell'AFIC - Associazione Festival Italiani di Cinema , e anche come possibile "agnello sacrificale" - assieme a tanti altri festival italiani - da immolare sull'altare di una politica demenziale e incosciente di tagli al cinema e alla cultura, ARCIPELAGO si sente in dovere di pubblicare e diffondere il comunicato che segue (firmato dal neo-eletto direttivo AFIC), di cui condivide pienamente e senza riserve lo spirito e la lettera, facendo inoltre appello al proprio pubblico e ai filmmaker che da quasi vent'anni seguono e apprezzano il nostro festival a diffonderlo a loro volta.

Tutto il pubblico dei festival di cinema dice "no" ai tagli, ai congelamenti, all'incertezza economica 

Sapevamo da tempo la gravità dell'attacco silenzioso alla sopravvivenza e alla libertà della cultura in Italia. Sapevamo e abbiamo convintamente partecipato a tutte le iniziative di contrasto e di protesta contro questa miope e assurda deriva verso la barbarie, a cominciare con l'adesione dell' Afic al Movem09.

Ma la fresca notizia per cui al danno (i tagli al Fondo Unico per lo Spettacolo) si aggiunge la beffa (il congelamento di una quota parte delle attese briciole), fa pensare; la parola 'congelamento' corrisponde infatti a lucida strategia, congelare significa assetare l'assetato ed e' difficile credere che questa notizia non fosse nota già da tempo a chi dovrebbe tutelare proprio la cultura come bene primario dell'Italia e della sua memoria storica.

Se a quest'aggressione micidiale aggiungiamo la preoccupazione per la sorte di Cinecittà (battaglia che per fortuna ha visto una rapida e determinata presa di coscienza sia del mondo culturale che di quello politico), il mondo dei festival sa adesso di doversi preparare a una battaglia "casa per casa" per non essere azzerato come agnello sacrificale. Come categoria sembriamo l'anello debole della catena: minor capacità di pressione e di lobbying, animus più competitivo e anarchico dei taxisti di Timbuctù, esiguità di bilanci già all'interno del FUS.

Eppure i festival non solo sono una realtà produttiva e di prestigio internazionale per il nostro paese (dalla Mostra di Venezia al festival di Torino, dal Far East di Udine alla kermesse di Roma) ma anche un formidabile serbatoio di coscienza informata e di protesta motivata. Diversamente da tutte le altre categorie, noi conosciamo uno per uno i nostri spettatori, li abbiamo scoperti e fatti crescere, dal loro consenso traiamo credibilità e prestigio. Li avremo al nostro fianco se qualcuno cercherà fino in fondo di spegnere le nostre voci. A questa battaglia di libertà - ne sia certa la politica - il mondo degli appassionati di cinema che affollano le rassegne (grandi e piccole, sfavillanti e poverissime) non resterà indifferente. E quando tutto un pubblico si alza in piedi per dire no..."

Consiglio direttivo Afic
Giorgio Gosetti (COURMAYER NOIR IN FESTIVAL) , presidente
Alberto Lastrucci (FESTIVAL DEI POPOLI)
Emanuela Martini (TORINO FILM FESTIVAL)
Giovanni Spagnoletti (MOSTRA INTERNAZIONALE DEL NUOVO CINEMA)
Chiara Valenti Omero (MAREMETRAGGIO)

 
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