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L'esordio di Claudio Noce, da Arcipelago con fervore Stampa E-mail
venerdì, 13 novembre 2009

Good Morning, Aman A distanza di quattro anni da Aria, David di Donatello 2005 e Miglior Cortometraggio ad ARCIPELAGO nello stesso anno, e ad appena due da Adil e Jusuf, in concorso alla Mostra di Venezia nella sezione Corto Cortissimo, esce oggi nelle sale uno dei debutti italiani più attesi degli ultimi anni. Con Good Morning, Aman, interpretato da Said Sabrie e Valerio Mastandrea (anche co-produttore), sicuramente tra i migliori lungometraggi italiani visti lo scorso settembre al Lido (Settimana della Critica), Claudio Noce si affaccia infatti per la prima volta al cinema "ufficiale" dopo un lungo e proficuo "praticantato" nel cortometraggio durato almeno un decennio.

Romano, 34 anni, titolare di una filmografia che conta più di una una trentina tra corti, documentari, videoclip e spot (e non sono molti gli absolute beginners che possano vantare altrettanta umiltà, prima dell'inevitabile avventura nel lungometraggio), Noce ha realizzato un film che, oltre ad essere una sorta di oggetto stilisticamente anomalo nel nostro panorama cinematografico, riprende e porta a compimento in modo coerente il suo percorso nel "cinema breve", iniziato ufficialmente proprio ad ARCIPELAGO nel 2000 con il documentario Snafu, prioiettato in prima assoluta al Cinema Quattro Fontane di Roma (combinazione, proprio il cinema della capitale dove oggi esce il suo primo film), nell'ambito della retrospettiva sul documentario musicale italiano 24 pentagrammi al secondo.

Da allora, il rapporto con il festival romano - che si è sempre battuto per i nuovi talenti, promuovendoli e incoraggiandoli - è proseguito a scadenze pressoché fisse: diversi tra i cortometraggi di Claudio Noce hanno infatti avuto la loro anteprima sugli schermi di ARCIPELAGO, da 62. Il morto ammazzato (selezionato nel 2002 nel concorso online Corto.Web) e Gas (segnalato dalla giuria con una menzione speciale per i due protagonisti, Elio Germano e Alberto Gasbarri), a Checco (2004) e Aria, il cui premio ha di fatto catapultato il regista verso i più importanti festival e premi internazionali, spianandogli la strada veneziana prima per Adil e Jusuf, poi per Good Morning, Aman.

Si è trattato (e si tratterà ancora anche per il futuro) non di un rapporto a senso unico, dunque, ma di un vero e proprio scambio tra un autore in via di maturazione anno dopo anno e un festival che, oltre a dargli fiducia, spazio e visibilità, è anch'esso cresciuto e maturato con lui. Più volte, e pubblicamente, Claudio ha manifestato per ARCIPELAGO una gratitudine che è sicuramente reciproca. Ed essere felici per questo suo primo traguardo "adulto", che associa il suo nome alle altre scoperte di cui il festival va orgoglioso, da Pappi Corsicato a Roberta Torre, da Eugenio Cappuccio & C. a Genovese & Miniero, da Edoardo Winspeare ai Fluid Video Crew, è davvero il minimo. Il massimo sarà invitarlo in giuria il prossimo giugno, in occasione del 18° compleanno di ARCIPELAGO. E dedicargli una piccola personale attraverso la quale riflettere e rileggere il suo cinema quando ancora era allo stato embrionale.

Nel frattempo: merda, merda, merda, Cla'!

 
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